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September 12 frammenti29/06/2009 Questa non è più casa mia. L’ultimo sguardo e la certezza che nulla mi avrebbe fatto tornare indietro. Sì, l’ho chiamato lutto interiore, lutto con la bambina che ancora sopravviveva in me. E non è facile restare senza di lei, sai, ti porta via un pezzo di vita e ti dice “è ora di crescere!”. E’ davvero così che si deve crescere? Con uno strappo violento? E’ così che si fa? Per qualcuno sì, e io sono tra questi. Da allora guardo in un’ottica molto diversa i miei genitori, perché piano piano mi sono abituata all’idea che la complicità, l’amore e l’affetto di un tempo non esistono più, non sono niente se non un ricordo lontano. Nel nostro caso non ci può essere una mezza misura: il loro moralismo così rigido e il mio sciocco orgoglio non trovano accordo, ci allontanano. E la distanza è l’unica cura: assolutamente non sei e non devi più essere la loro bambina. Negli ultimi 10 mesi sono tornata a Zelo due volte: mi manca mia sorella, il resto non molto, ed è bello poterlo ammettere senza avere sensi di colpa. Questo non toglie che gli voglio bene. Ma in maniera diversa. Ora sto meglio. Sono guarita, credo. Se solo ci fossi arrivata prima forse anche tra di noi... La vita in laguna purtroppo procede a fasi alterne positive e negative: corro, rimango senza fiato ma resto comunque indietro. Seppur Venezia riesca sempre a cullare le mie malinconie e i miei malumori ho pensato seriamente di prendere il volo e andarmene lontano. Non mi sono scocciata della città, è l’università che non fa altro che deludermi quest’anno. Maledetto IUAV! Il destino però non ha trovato Zwolle una buona idea e, anzi, ha fatto arrivare chiari messaggi per farmi desistere e abbandonare la soluzione EVS. Ecco, così saprai dove trovarmi, per altri due anni minimo. La casa che abbiamo trovato è molto carina e accogliente, di poche pretese ma mi piace proprio e il lavoro -ehssì, ho un lavoro vero con un contratto vero- mi permette di essere “quasi” indipendente. Dico quasi perché ci pago solo l’affitto, e poco più, che è sempre meglio di niente.. ma mi fa rimanere comunque una mantenuta. Purtroppo da sola ancora non ce la posso fare. Già, questa credo sia la lettera che mi ero ripromessa non avrei mai scritto.
18/08/2009
E siamo già al 18 agosto. Non credevo potesse volare così in fretta quest'anno. E invece, eccoci qua. Siamo rientrate dalle ferie sabato sera - 5 giorni in una Roma calda ma stupenda, ospiti di una coppietta deliziosa: Georges e Mela - e la routine ha già preso possesso delle nostre vite. Oltre al lavoro in biglietteria e allo studio ( maledetti ultimi 3 esami!) anche l'impegno in casa famiglia mi porta via tempo ed energie. Ieri dopo 8 ore di fila passate coi bimbi non vedevo l'ora di farmi una doccia: avevo addosso l'odore di ognuno di loro misto, chiaramente, a terra, yogurt, moccio di naso, lacrime, bava e sporcizia varia! Sono delle bestioline carine, ma tante volte è dura. Soprattutto quando vieni a conoscenza dei retroscena, delle loro storie e del sistema educativo-psicopedagogico che sta alla base di questo centro estivo. Il solito pugno allo stomaco che cerchi di smaltire colmando in loro l'incredibile bisogno di affetto che ciascuno a suo modo ti manifesta. Piergiorgio (4 anni e mezzo) ti manda a fanculo e ti dice "stronza" perchè in fin dei conti non vuole che tu te ne vada a fine giornata; Lin (6) fa i capricci e si autopunisce morsicandosi quando qualcosa non le va o quando non riceve sufficienti attenzioni; Daniele (4 e 1/2) si isola o diventa violento, ride beffardo quando lo sgridi ma poi al momento del riposo pomeridiano se ne esce candido dicendo "Qui, senza coccole, non si fa il riposino!" e vuole carezze e grattini per addormentarsi; Sam (5) poi è il mio preferito, è proprio un angioletto dalla pelle nera: lui sì che è fantastico, buono, dolce e sveglio! In casa in questo momento sono in 11 (di cui tre sotto i 24 mesi) e per ciascuno ce ne sarebbero da dire.. Mi sono molto affezionata, ma non mi dilungherò di più sull'argomento. Gli esami sono previsti per il 7 e il 14 settembre, veramente vicini insomma.. e io me ne sto qua a cazzeggiare a l pc.. Brava, brava! Sì, il fatto è che non ho troppa voglia di spremermi, ancora e ancora. Sono proprio finita, esausta. Per non parlare del caldo torrido che fa ti passare quel poco di SIENTIMIENTO per lo studio! Anto e Marina però mi fanno compagnia e questo mi solleva parecchio, meno male. E' passato un anno dalla fatidica telefona d'addio, da una me stessa un pò diversa. Da allora mi sono plasmata poco a poco, per ritrovare equilibrio più che altro. E' passato un anno tutt'altro che facile e sereno. Sono affaticata e diversa. Non che ora sia forte e decisa, ma almeno mi sento sufficientemente serena per affrontare da sola gli avvenimenti in maniera dignitosa. Così mi piace raccontarmela. Già.
12/09/2009
Niente da fare. Anche oggi niente. E' una cosa incalcolabile, improvvisa e spiacevolmente irrimediabile. Lunatismo, maledetto lunatismo! E allora quando succede, cerco di tranqullizzarmi: metto da parte ogni buon proposito di studio e basta, aspetto, mi tengo occupata diversamente. Mi deprimo anche.. ma mi aiuta lo stesso. Stamattina ad esempio: una volta alzata ho fatto colazione, mi sono vestita, ho acceso la tv con l'intenzione di vedere un telegiornale e poi.. BAM! E' successo. Le due ore seguenti non ricordo nemmeno come le ho impiegate -perdendo tempo credo-; ricordo solo che ad un certo punto ho incominciato a farmi le unghie, rosse (="sono agitata,inquieta"). Chiaramente sono riuscita a sporcarmi i pantaloni nuovi; e così, cerca su internet come cavolo togliere lo smalto dai vestiti. Rosso! Una penitenza rimediare al danno, veramente. La tv intanto andava. All'improvviso un nome sui titoli di apertura di un film ha catalizzato la mia attenzione: Alberto Cucca. Un ragazzo qui di Venezia, studente di medicina, attore, impegnato culturalmente, parrocchiano, amico del giovane -dai suoi stessi attributi, ma avvocato e scrittore, di base- Giovanni Montanaro. Proprio il famoso film, di cui tanti mi avevano parlato, "Dillo con parole mie" stavano passando! E me lo sono guardato tutto. Non un granchè, ma passabile. Inizio a cucinare; passa il padrone di casa; arriva Anto dal lavoro, pranziamo; rimango sola. La casa è tutta mia.. e io.. BALLO DA SOLA! Sì, lo ammetto qui e non lo ripeterò in futuro: la solitudine non mi spaventa, anzi ho delle piccole soddisfazioni segrete a riguardo! Di solito mi do alle faccende da massaia, o dopo la doccia rimango (semi)svestita a pancia in sù sul letto, ma quando è il caso.. attacco il lettore mp3 alle casse e alzo il volume! Mi scalmàno per quattro o cinque pezzi, tipo una tarantolata: ballo, salto, mi scecchero, con le braccia per aria e i capelli slegati; poi, finita l'estasi da baccante invasata, mi butto sul letto per riprendermi dal fiatone. E' una gran soddisfazione. E mi fa stare meglio. Poi mi ri-deprimo cercando indizi che lo riguardano su internet: e se ne trovano sempre! Neanche fosse una celebrità, cacchio! Pazienza. In fin dei conti così, in qualche modo, cullo la nostalgia.. Stasera non studierò per chiudere la giornata in bellezza e domani si vedrà! Yuppieeeee! Comments (1)
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