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    September 12

    frammenti


    29/06/2009

    Questa non è più casa mia.

    L’ultimo sguardo e la certezza che nulla mi avrebbe fatto tornare indietro. Sì, l’ho chiamato lutto interiore, lutto con la bambina che ancora sopravviveva in me. E non è facile restare senza di lei, sai, ti porta via un pezzo di vita e ti dice “è ora di crescere!”. E’ davvero così che si deve crescere? Con uno strappo violento? E’ così che si fa? Per qualcuno sì, e io sono tra questi. Da allora guardo in un’ottica molto diversa i miei genitori, perché piano piano mi sono abituata all’idea che la complicità, l’amore e l’affetto di un tempo non esistono più, non sono niente se non un ricordo lontano. Nel nostro caso non ci può essere una mezza misura: il loro moralismo così rigido e il mio sciocco orgoglio non trovano accordo, ci allontanano. E la distanza è l’unica cura: assolutamente non sei e non devi più essere la loro bambina. Negli ultimi 10 mesi sono tornata a Zelo due volte: mi manca mia sorella, il resto non molto, ed è bello poterlo ammettere senza avere sensi di colpa. Questo non toglie che gli voglio bene. Ma in maniera diversa.

    Ora sto meglio. Sono guarita, credo. Se solo ci fossi arrivata prima forse anche tra di noi...

    La vita in laguna purtroppo procede a fasi alterne positive e negative: corro, rimango senza fiato ma resto comunque indietro. Seppur Venezia riesca sempre a cullare le mie malinconie e i miei malumori ho pensato seriamente di prendere il volo e andarmene lontano. Non mi sono scocciata della città, è l’università che non fa altro che deludermi quest’anno. Maledetto IUAV! Il destino però non ha trovato Zwolle una buona idea e, anzi, ha fatto arrivare chiari messaggi per farmi desistere e abbandonare la soluzione EVS. Ecco, così saprai dove trovarmi, per altri due anni minimo.

    La casa che abbiamo trovato è molto carina e accogliente, di poche pretese ma mi piace proprio e il lavoro -ehssì, ho un lavoro vero con un contratto vero-  mi permette di essere “quasi” indipendente. Dico quasi perché ci pago solo l’affitto, e poco più, che è sempre meglio di niente.. ma mi fa rimanere comunque una mantenuta. Purtroppo da sola ancora non ce la posso fare.

    Già, questa credo sia la lettera che mi ero ripromessa non avrei mai scritto.

     

    18/08/2009

     

    E siamo già al 18 agosto.

    Non credevo potesse volare così in fretta quest'anno. E invece, eccoci qua.

    Siamo rientrate dalle ferie sabato sera - 5 giorni in una Roma calda ma stupenda, ospiti di una coppietta deliziosa: Georges e Mela - e la routine ha già preso possesso delle nostre vite.

    Oltre al lavoro in biglietteria e allo studio ( maledetti ultimi 3 esami!) anche l'impegno in casa famiglia mi porta via tempo ed energie. Ieri dopo 8 ore di fila passate coi bimbi non vedevo l'ora di farmi una doccia: avevo addosso l'odore di ognuno di loro misto, chiaramente, a terra, yogurt, moccio di naso, lacrime, bava e sporcizia varia!

    Sono delle bestioline carine, ma tante volte è dura. Soprattutto quando vieni a conoscenza dei retroscena, delle loro storie e del sistema educativo-psicopedagogico che sta alla base di questo centro estivo. Il solito pugno allo stomaco che cerchi di smaltire colmando in loro l'incredibile bisogno di affetto che ciascuno a suo modo ti manifesta.

    Piergiorgio (4 anni e mezzo) ti manda a fanculo e ti dice "stronza" perchè in fin dei conti non vuole che tu te ne vada a fine giornata; Lin (6) fa i capricci e si autopunisce morsicandosi quando qualcosa non le va o quando non riceve sufficienti attenzioni; Daniele (4 e 1/2) si isola o diventa violento, ride beffardo quando lo sgridi ma poi al momento del riposo pomeridiano se ne esce candido dicendo "Qui, senza coccole, non si fa il riposino!" e vuole carezze e grattini per addormentarsi; Sam (5) poi è il mio preferito, è proprio un angioletto dalla pelle nera: lui sì che è fantastico, buono, dolce e sveglio!

    In casa in questo momento sono in 11 (di cui tre sotto i 24 mesi) e per ciascuno ce ne sarebbero da dire.. Mi sono molto affezionata, ma non mi dilungherò di più sull'argomento.

    Gli esami sono previsti per il 7 e il 14 settembre, veramente vicini insomma.. e io me ne sto qua a cazzeggiare a l pc.. Brava, brava!

    Sì, il fatto è che non ho troppa voglia di spremermi, ancora e ancora. Sono proprio finita, esausta. Per non parlare del caldo torrido che fa ti passare quel poco di SIENTIMIENTO per lo studio!

    Anto e Marina però mi fanno compagnia e questo mi solleva parecchio, meno male.

    E' passato un anno dalla fatidica telefona d'addio, da una me stessa un pò diversa. Da allora mi sono plasmata poco a poco, per ritrovare equilibrio più che altro.

    E' passato un anno tutt'altro che facile e sereno. Sono affaticata e diversa. Non che ora sia forte e decisa, ma almeno mi sento sufficientemente serena per affrontare da sola gli avvenimenti in maniera dignitosa. Così mi piace raccontarmela. Già.

     

     12/09/2009

     

    Niente da fare. Anche oggi niente. E' una cosa incalcolabile, improvvisa e spiacevolmente irrimediabile.

    Lunatismo, maledetto lunatismo!

    E allora quando succede, cerco di tranqullizzarmi: metto da parte ogni buon proposito di studio e basta, aspetto, mi tengo occupata diversamente.

    Mi deprimo anche.. ma mi aiuta lo stesso.

    Stamattina ad esempio: una volta alzata ho fatto colazione, mi sono vestita, ho acceso la tv con l'intenzione di vedere un telegiornale e poi.. BAM!

    E' successo. Le due ore seguenti non ricordo nemmeno come le ho impiegate -perdendo tempo credo-; ricordo solo che ad un certo punto ho incominciato a farmi le unghie, rosse (="sono agitata,inquieta"). Chiaramente sono riuscita a sporcarmi i pantaloni nuovi; e così, cerca su internet come cavolo togliere lo smalto dai vestiti. Rosso! Una penitenza rimediare al danno, veramente.

    La tv intanto andava. All'improvviso un nome sui titoli di apertura di un film ha catalizzato la mia attenzione: Alberto Cucca. Un ragazzo qui di Venezia, studente di medicina, attore, impegnato culturalmente, parrocchiano, amico del giovane -dai suoi stessi attributi, ma avvocato e scrittore, di base- Giovanni Montanaro. Proprio il famoso film, di cui tanti mi avevano parlato, "Dillo con parole mie" stavano passando! E me lo sono guardato tutto. Non un granchè, ma passabile.

    Inizio a cucinare; passa il padrone di casa; arriva Anto dal lavoro, pranziamo; rimango sola.

    La casa è tutta mia.. e io.. BALLO DA SOLA! Sì, lo ammetto qui e non lo ripeterò in futuro: la solitudine non mi spaventa, anzi ho delle piccole soddisfazioni segrete a riguardo!

    Di solito mi do alle faccende da massaia, o dopo la doccia rimango (semi)svestita a pancia in sù sul letto, ma quando è il caso.. attacco il lettore mp3 alle casse e alzo il volume! Mi scalmàno per quattro o cinque pezzi, tipo una tarantolata: ballo, salto, mi scecchero, con le braccia per aria e i capelli slegati; poi, finita l'estasi da baccante invasata, mi butto sul letto per riprendermi dal fiatone.

    E' una gran soddisfazione. E mi fa stare meglio.

    Poi mi ri-deprimo cercando indizi che lo riguardano su internet: e se ne trovano sempre! Neanche fosse una celebrità, cacchio! Pazienza. In fin dei conti così, in qualche modo, cullo la nostalgia..

    Stasera non studierò per chiudere la giornata in bellezza e domani si vedrà!

    Yuppieeeee!

    July 11

    NO CEILING

      

    Comes the morning
    When I can feel
    That there's nothing left to be concealed
    Moving on a scene surreal
    No, my heart will never
    Will never be far from here

    Sure as I am breathing
    Sure as I'm sad
    I'll keep this wisdom in my flesh
    I leave here believing more than I had
    And there's a reason I'll be
    A reason I'll be back

    As I walk
    The Hemisphere
    Got my wish
    To up and disappear

    I been wounded
    I been healed
    Now for landing I been
    Landing I been cleared

    Sure as I'm leaving
    Sure as I'm sad
    I'll keep this wisdom
    In my flesh

    I leave here believing
    More than I had
    This Love has got
    No Ceiling



    Eddie Vedder


    March 19

    ...

    Ma perchè??
    Sono un'idiota.
    Video stupidi. Annunci. Posta. Foto. La pagina degli Slice.
    Il meraviglioso-pericoloso mondo di facebook ti porta a riscoprire persone e cose che erano lontane da così tanto tempo..
    Qualcuno si laurea, qualcuno ti cerca, qualcuno che sta in erasmus racconta, qualcun'altro si lamenta.
    Bello, soprattutto per una come me che fa veramente fatica a mantenere dei rapporti di amicizia a distanza.
    Tutto questo COMUNISMO, questa bella TAZZA di CAZZI ALTRUI ha un rovescio della medaglia: se NON vuoi sapere, vieni a sapere lo stesso.
    La curiosità punisce.
    Ecco, sono qui in biblioteca (ti stupisci?) e dovrei studiare o almeno "portarmi avanti" visto che lavorerò tutto il weekend, invece ascolto le canzoni che andranno - o sono già andate? - nell'album d'esordio degli Slice.
    E questa volta me la sono proprio cercata: il volersi fare del male a tutti i costi.. e stare male sul serio.
    Passerà. Sì, certo.
    February 22

    ...un pò di stanchezza e frustrazione..

     
    January 09

    ODDIO_Ho ceduto a Fb...

     
     
    ..inutile piangere..
    ..è successo e basta..
    ...
    già, dicono tutti così
     
    sarà poi così disastroso?
    non credo
     
    il mio piccolo pezzo di mondo interiore aperto al pubblico
    lo conservo qui
     
    basta fare i buonISTI, moralISTI, conservatorISTI, rigidISTI DEL CAZZO!
     
    ok facebook
     
    ok il my space
    December 30

    Once _ Quante volte nella vita puoi trovare la persona giusta?

    Sulla strada di Dublino un busker rivendica l'amore perduto cantando canzoni a una lei fedifraga e distante, sognando il contratto discografico e una vita a Londra. Sulla stessa strada incontra una giovane immigrata ceca, instancabile lavoratrice, ragazza madre responsabile e pianista di talento. Uniti dalla passione per la musica i due sconosciuti iniziano a raccontarsi e aprirsi fino a toccarsi (nell'anima) attraverso i testi delle canzoni.
    Alcune storie d'amore sono destinate a rimanere intatte, inviolate, come se un solo bacio avesse la capacità di distruggere quella promessa che rappresenterebbe la purezza assoluta se lasciata in sospeso in eterno.
    Once mette in scena l'amore illibato tra due persone che attraverso la musica si raccontano. Giocando di sottrazione, il regista irlandese John Carney confeziona una commedia semplice e piena di sentimento in cui narra di sé, della scena musicale della città che gli ha dato i natali. Dentro a un musical atipico due solitudini si incontrano per caso e per desiderio decidono di convertire il loro talento in un disco che rimanga nel tempo, oltre il tempo.
    Girato con piglio documentaristico (la camera a mano sembra riprendere senza voler disturbare, le luci di scena sono limitate al minimo, il cast è formato da attori non professionisti), Once segue passo passo le fasi di creazione dei brani dell'improvvisato duo fino alla registrazione finale, coinvolgendo lo spettatore in una storia che nasce grazie alla musica e si consuma esclusivamente attraverso le canzoni. Tutto quello che non viene detto a parole viene espresso attraverso le note.
    Dublino fa da sfondo con il suo cielo grigio e i suoi candidi paesaggi, con i suoi immigrati e i suoi circoli e regala alla trama una quiete necessaria allo svolgimento e compimento della relazione. L'eloquente e silente sguardo finale lascia in sospeso i destini dei due casti amanti.

    Falling Slowly

        

    When your mind's made up

     

    Se vi capita, guradate il film.

    Altrimenti prendetevi dieci minuti e godetevi questi due filmati: ne vale la pena.
     
    Domani riparto.
     
    Buon Anno Nuovo!
    December 27

    La casa di Tod _ Io e l'Architettura

    COM'E' CHE STO DIVENTANDO ARCHITETTO???

    La risposta va ricercata in un regalo di tanti tanti anni fa: LA CASA DI TOD.

     
    Per chi non lo conoscesse Tod è un sagace orso che indossa tute a pois.
    Un giorno si alza e pensa:
    " Adesso che l'estate sta finendo mi è venuta una gran voglia di avere una casa tutta mia...
    sono un pò stufo di vivere un pò qua e un pò là...
    vorrei avere un posto dove posso tenere tutte le mie cose, invitare gli amici, dormire...
    ma come si fa ad avere una casa?
    mi informerò... "
    E così decide di progettare la sua casa con l'aiuto e i consigli di un bravo architetto.
    "La casa deve essere fatta su misura, come un vestito, dentro bisogna starci comodi...
    Poterla riconoscere da fuori...
    Gli altri devono capire che razza di orso è lei, caro sognor orso... ,
    proprio attraverso la casa che si è fatto!
    Un edificio deve essere comodo...
    Stare in piedi... (essere solido)
    E poi...
    Essere bello...
    La sua casa lei deve prima di tutto cominciare a considerarla come un'espansione del suo corpo...
    Attraverso la sua casa lei si espande in tutto il mondo!"
    Bisogna scegliere il terreno adatto, il materiale strutturale e quello per il/i rivestimento/i, e tener conto delle proprie esigenze e delle abitudini.
    Ma nulla è impossibile!
     
     
     
    Passavo ore e ore impalata a fissare queste due immagini.
    Mi immaginavo storie incredibili..
    Mi domandavo come si potesse relizzare una casa così bella: c'era davvero tutto!
    Mi ero innamorata di questo libro e delle potenzialità che nascondeva tra i suoi disegni, le sue scritte..
     
    E oggi col senno di poi, di cosa mi accorgo pure??
    L'autrice: Anna De Carlo! La figlia di uno dei "padri fondatori" dello IUAV, stimato professore, studioso e ovviamente architetto.
    Prima di stasera non ci avevo mai fatto caso.
    In seconda pagina infatti trovo scritto: "GRAZIE ALL'ARCHITETTO GIANCARLO DE CARLO, MIO PADRE, PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE".
    Che robe!!
    :)
    Che fare se non sorridere???
     
    ..e un altro pezzetto della mia vita viene mostrato, condiviso..
     

     

    October 29

    Un luogo chiamato Casa

     

    Casa

    Arundhati Subramaniam

     Dammi una casa
    che non sia mia,
    dove possa entrare e uscire dalle stanze
    senza lasciar traccia,
    senza mai preoccuparmi dell'idraulico,
    del colore delle tende,
    della cacofonia dei libri vicino al letto.

    Una casa leggera da indossare,
    in cui le stanze non siano intasate
    delle conversazioni di ieri,
    dove l'ego non si gonfia
    a riempire gli interstizi.

    Una casa come questo corpo,
    così aliena quando provo a farne parte,
    così ospitale
    quando decido che sono solo in visita.

     

    casa nostra dal campanile
     
           casa nostra dal campanile2

    Questo è invece il nostro piccolo rifugio veneziano. A un secondo dalla basilica di S.M.Gloriosa dei Frari, e vicina a tutti i punti nevralgici della città.. Il buon campo S.Stin è stato una botta di fortuna!

    Pian piano l'appartamento sta prendendo forma: le stanze si arredano, il salottino diventa caldo ed accogliente, mentre la cucina risulta più vissuta finalmente. Una casa nuova, in cui le stanze non  sono intasate delle conversazioni di ieri, che riesce ad essere così ospitale quando decido che sono solo in visita.

    October 21

    La mia impronta

    impronte
     
    Cerco la mia impronta.
    Non è niente.
    Solo un pezzo di vita.
    Solo smettere di frignare e prendere una decisione e attenersi.
    Imparare a bastarmi.
    Aut aut.
    Nessuno lo dice ma tant'è.
     
    September 20

    ETTY HILLESUM

    Era da un pò che volevo pubblicare questo intervento.
    Ieri sara alla cena di classe con i compagni delle superiori c'è stato modo di accennare a questo libro.
    Perciò COLGO L'OCCASIONE, eccolo finalmente!
     
     

    ETTY HILLESUM _ DIARIO 1941-1943

     

    Etty

     

    Chiedete ad un gruppo di persone scelte a caso di leggere i Diari di Etty Hillesum: probabilmente la grande maggioranza non arrivera' all'ultima pagina, una minoranza li amera' molto ed un' altra minoranza rimarra' perplessa.
    Io sto tra gli innamorati, ma un poco perplessi.

     

    Etty Hillesum è un' olandese di origini ebree che ha vissuto ad Amsterdam all'inizio degli anni '40 e che nel '43 è finita prima in un campo di prigionia olandese e poi ad Auschwitz, dove è morta.
    La sua vicenda ha più di un parallelo con quella di Anna Frank, con la differenza sostanziale che Etty vive la sua esperienza da adulta e non da adolescente.
    I suoi diari, scoperti molto tardi e pubblicati per la prima volta solo negli anni '80, stanno vivendo un periodo di relativa notorietà.

    I diari di Etty Hillesum sono di lettura molto difficile perchè raccontano di due aspetti della vita che già da soli sono difficili da digerire per un lettore, figurarsi quando vengono narrati insieme.
    Si tratta infatti della storia di una donna che nel giro di due anni vive il cambiamento da una prospettiva del tutto laica all' immersione in un percorso di fede che alcuni definirebbero mistico e che, contemporaneamente, passa da un' esistenza agiata e senza minacce esterne al considerare la propria morte in campo di concentramento come un fatto inevitabile.

    Il libro piacera' molto a chi e' in sintonia con una vita di fede che lascia molto spazio all'emotivita' e all'istinto; queste persone troveranno nei Diari un cammino forse invidiabile, anche se fatto di passaggi bruschi ed impossibili da ricostruire.

    Chi non concepisce la sensatezza di un percorso di fede radicale tendera' forse a legare i due piani della storia con una relazione di causa-effetto, interpretando la fede come l'unica ancora di salvezza per una donna che ha dovuto in qualche modo reagire di fronte ad una mostruosita' come l'olocausto; questa spiegazione non e' assurda ma a mio avviso semplifica la vicenda perdendone la potenziale ricchezza. Tra l'altro, l'impressione netta che si ricava dalla lettura e' che i due percorsi, quello personale di fede e quello di essere oggetto di una persecuzione sempre più aggressiva, si sviluppino in modo ragionevolmente indipendente e che sia in definitiva la dimensione interiore a determinare l'atteggiamento verso quella esteriore piuttosto che il contrario.

    Chi infine, il “perplesso”, non si scandalizza di fronte ad un' esperienza di fede come quella descritta ma allo stesso tempo ne è del tutto al di fuori e nutre diffidenza verso approcci al mondo molto emotivi, si troverà in mezzo al guado: da una parte non riuscirà a liquidare come assurda una vicenda che trasmette a tratti una sensazione di limpidezza e di profondità assolute, dall'altra non troverà agganci tra quel che legge e la propria esperienza.
    La sensazione sara' quella di avere letto un libro che forse ha qualcosa di importante da dirti, ma non sai bene cosa, per cui l'unica opzione e' far lavorare questo dubbio in un angolo della testa e vedere se portera' frutti.

    BUONA LETTURA!

     

     UN PICCOLO ASSAGGIO: frasi, spezzoni che in questo mese mi sono risuonati dentro.

     

    Mercoledì mattina, 18 giugno, le nove e mezzo. Devo recuperare un’antica saggezza: chi riposa in se stesso non tiene conto del tempo; una vera maturazione non può tenere conto del tempo. La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un’altra persona. Molti, invece – soprattutto donne – attingono le proprie forze da altri: è l’uomo la loro sorgente, non la vita. Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto ed innaturale.”

    23 agosto 1941, sabato sera. […] D’un tratto avevo avuto la sensazione di non essere sola ma in “due”: come se fossi composta di due persone e si stringessero affettuosamente e che stessero bene così, al caldo. Un forte contatto con me stessa e perciò un buon caldo dentro, un senso di autosufficienza. […]”

    21 ottobre, dopo pranzo. La nascita di un’autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro. Sei sempre e da capo rimandata a te stessa. Non c’è nient’altro, il resto è finzione. Ma doverlo riconoscere, ogni volta! Soprattutto come donna. Hai pur sempre il desiderio di perderti in un altro. Ma anche questa è una favola, seppur bella. Due vite non possono combaciare. Per lo meno non per me. Può succedere in alcuni momenti: ma quei momenti giustificano una vita in comune, possono tenerla insieme? Però è un sentimento forte anche quello, talora felice. Sola, Dio mio. È dura. Perché il mondo è inospitale. Ho un cuore molto appassionato, ma mai per una persona sola: per tutte le persone. È un cuore molto ricco, io credo. Una volta pensavo sempre che lo avrei dato tutto a una persona sola: ma è impossibile. E quando, a ventisette anni, si arriva a « verità » così dure, ci si sente a volte disperati, soli e impauriti, ma anche indipendenti e orgogliosi. Sono affidata a me stessa e dovrò cavarmela da sola. L’unica norma che hai sei tu stessa, lo ripeto sempre. E l’unica responsabilità che puoi assumerti nella vita è la tua. Ma devi assumertela pienamente.”

    3 luglio 1942. È vero, ci portiamo dentro proprio tutto, Dio e il cielo e l’inferno e la terra e la vita e la morte e i secoli, tanti secoli. Uno scenario, una rappresentazione mutevole delle circostanze esteriori. Ma abbiamo tutto in noi stessi e queste circostanze non possono essere mai così determinanti, perché esisteranno sempre delle circostanze – buone o cattive – che dovranno essere accettate, il che non impedisce poi che uno si dedichi a migliorare quelle cattive. Però si deve cominciare da noi stessi, ogni giorno da capo. […]”

     

    Le otto e mezza di mattina. […] E oggi voglio ritirarmi a riposare nel mio silenzio: nello spazio del mio silenzio interiore a cui chiedo ospitalità per un giorno intero. Forse riuscirò a riposarmi così. Corpo e mente sono molto stanchi e funzionano male, ma oggi non ho da lavorare, e credo che andrà bene. […]”

     

    E ora: PER SAPERNE DI PIU'. _scheda rubata da un altro blog_

    Nata nel 1914 in Olanda da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum muore ad Auschwitz nel novembre del 1943.

    Ragazza brillante, intensa, con la passione della letteratura e della filosofia, si laurea in giurisprudenza e si iscrive quindi alla facoltà di lingue slave; quando intraprende lo studio della psicologia, divampa la seconda guerra mondiale e con essa la persecuzione del popolo ebraico.

    Durante gli ultimi due anni della sua vita, scrive un diario personale: undici quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile, che abbracciano tutto il 1941 e il 1942, anni di guerra e di oppressione per l’Olanda, ma per Etty un periodo di crescita e, paradossalmente, di liberazione individuale.

    Sotto l’aspetto vivace e spontaneo, Etty è profondamente infelice: in preda a sfibranti malesseri fisici, scopre a poco a poco che questi sono in relazione con tensioni di ordine spirituale.

    Forse anche a seguito di carenze educative e vuoti affettivi dovuti al burrascoso matrimonio dei suoi genitori, in quel periodo Etty vive relazioni sentimentali complicate, che la lasciano “lacerata interiormente e mortalmente infelice”.

    Dopo tanti errori, finalmente l’incontro decisivo con uno psicologo ebreo tedesco, Spier, molti anni più anziano di lei, che si rivela ben più di un terapeuta: attraverso le contraddizioni di una relazione complessa, inizialmente anche ambigua, egli la guida in un percorso di realizzazione umana e spirituale. L’aiuta a conoscere e ad amare la Bibbia, le insegna a pregare, le fa conoscere S. Agostino ed altri autori fondamentali della tradizione cristiana: sarà per Etty un mediatore fra lei e Dio.

    Seguendo quindi un proprio itinerario, Etty matura una sensibilità religiosa che da’ ai suoi scritti una grande dimensione spirituale.

    La parola “Dio” compare anche nelle prime pagine del diario, usata però quasi inconsapevolmente, come spesso accade nel linguaggio quotidiano. A poco a poco però Etty va verso un dialogo molto più intenso con il divino, che percepisce intimo a se stessa: “Quella parte di me, la più profonda e la più ricca in cui riposo, è ciò che io chiamo Dio”.

    Ormai libera dagli errori del passato, si avvia sulla strada del dono di sé a Dio ed ai fratelli, nel suo caso il popolo ebraico, la cui sorte sceglie di condividere pienamente.

    Nel 1942, lavorando come dattilografa presso una sezione del Consiglio Ebraico, avrebbe la possibilità di aver salva la vita, invece sceglie di non sottrarsi al destino del suo popolo e nella prima grande retata ad Amsterdam si avvia al campo di sterminio con gli altri ebrei prigionieri: è infatti convinta che l’unico modo per render giustizia alla vita sia quello di non abbandonare delle persone in pericolo e di usare la propria forza interiore per portare luce nella vita altrui.

    I sopravvissuti del campo hanno confermato che Etty fu fino all’ultimo una persona “luminosa”.

    Al momento della sua partenza definitiva per il campo di sterminio Etty, che presagisce la fine, chiede ad un’amica olandese di nascondere i suoi quaderni e di farli avere ad uno scrittore di sua conoscenza, a guerra finita.

    I manoscritti, così difficili da decifrare a causa della grafia, passano così per anni da un editore all’altro, senza che nessuno ne intuisca l’importanza, fino a che nel 1981 giungono nelle mani dell’editore De Haan che, pubblicandoli, finalmente riporta alla luce la storia di Etty Hillesum, permettendo così ai lettori di tutto il mondo di conoscere la ricchezza di un’esperienza interiore che, anche di fronte alla sofferenza estrema, sa lodare la vita e viverla con pienezza di senso.

     
    May 06

    max gazzè

     

    “Il solito sesso”

    Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
    ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
    si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
    c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
    Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
    vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
    dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
    allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
    Posso rivederti già stasera?
    Ma tu non pensare male adesso:
    ancora il solito sesso!
    Perché, sai, non capita poi tanto spesso
    che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
    ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
    ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
    Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
    se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
    Però sono sicuro che saranno carezze,
    se per avere te un pochino almeno servisse.
    Posso rivederti già stasera?
    Ma tu non pensare male adesso:
    ancora il solito sesso!
    Chiuderò la curva dell’arcobaleno
    per immaginarla come la tua corona,
    e con la riga dell’orizzonte in cielo
    ci farò bracciali di regina…
    ma se solo potessi un giorno
    vendere il mondo intero
    in cambio del tuo amore vero!
    Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
    è quello che ho provato prima in tua
    presenza…
    dicono che gli angeli amano il silenzio,
    ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
    Sento che respiri piano in questa cornetta…
    maledetta, mi separa dalla tua bocca!
    Posso rivederti già stasera?
    Ma tu non pensare male adesso:
    ancora il solito sesso!
    Correrò veloce contro le valanghe
    per poi regalarti la fiamma del vulcano,
    respirerò dove l’abisso discende
    e avrai tutte le piogge nella tua mano…
    ma solo potessi un giorno
    vendere il mondo intero
    in cambio del tuo amore vero!
    Ma tu non pensare male adesso:
    ancora il solito sesso!
    Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
    Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.

    A te

    A TE  

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo
    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato
    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila
    Con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro all’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore
    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un po’
    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei
    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica
    Che io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
    a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
    a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
    a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
    a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
    a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

    Jovanotti

    April 21

    Per sdrammatizzare

    Breve, breve cronaca:
    -sabato film al B.P.
    purtroppo il mio umore era un pò alterato..
    ma bisogna pur sdrammatizzare, no?!
    bene..Ecco come mi sono simpaticamente ridicolizzata
    in occasione della proiezione annunciata di IT:
    P4190031
    ...
    no comment please..
    :)
     
    ....
    ...
    ..
    .
     Ah, dimenticavo..
    per chi non lo sapesse.. IT è un film  sull'AMICIZIA!   (Antonellina dixit)
     
    :)
    April 11

    ..aria di elezioni..

     

    (Ho modificato il post.. grazie al malu il politometro si vede!! grazie caro!)

    Questo è il risultato del mio Politometro.

    Nessun candidato fa al caso mio..

    però..

    Devo ammettere che come risultato.. ci siamo!

    peccato però che la confusione, l'insoddisfazione e indecisione per queste elezioni rimanga..

    Se volete divertirvi anche voi..

    BUON POLITOMETRO!

    e tirate fuori la vostra coscienza civica.. :)

    March 23

    buona pasqua

     

    Pasqua
     

     

    La luce del Signore Risorto disperda le tenebre del cuore e dello spirito!

    Vi auguro di sentire sempre quella pace di serenità.

     Affettuosi auguri di una Santa Pasqua.

    Anna

     

    pasqua da anna

     

    March 22

    eh eh ;)

    Non potevano mancare le foto della..
     
    PRIMA "SERATA HOMEVIDEO AL B.P."
    (..che ci auguriamo diventi una bella abitudine per passare i sabati sera!)
     
    Il film proiettato Sabato 15 Marzo sul maxischermo ( il 15'' del mio pc!) è stato:
     
    lussuria
     
     Regia: Ang Lee 

    Sceneggiatura : James Schamus, Hui-Ling Wang 

    Attori: Joan Chen, Tony Leung Chiu Wai, 

    Chih-ying Chu, Anupam Kher, 

    Wei Tang, Lee-Hom Wang, Johnson Yuen 

    Produzione: Focus Features, River Road Entertainment

    Paese: Cina, USA 2007

    Vietato ai minori di 14 anni

    Trama : Shanghai, 1942. Prosegue la dura occupazione giapponese di questa città, nel corso della seconda guerra mondiale. La signora Mak, una donna ricca e sofisticata, entra in un caffé, fa una telefonata, e poi si siede ad aspettare. Ricorda… … come molti anni prima è cominciata la sua storia, nel 1938, in Cina. Non è ancora la signora Mak, ma la timida Wong Chia Chi (Tang Wei). Mentre infuria la seconda guerra mondiale, è stata lasciata sola dal padre, fuggito in Inghilterra. Al primo anno di università, incontra uno studente, Kuang Yu Min (Wang Leehom). Kuang ha messo in piedi una compagnia teatrale allo scopo di tenere alto lo spirito patriottico della gente. Nel ruolo di prima attrice della nuova compagnia, Wong capisce di aver trovato la sua strada, di essere capace di commuovere ed emozionare il pubblico – e Kuang. Il giovane convince un gruppetto di studenti a mettere in atto un piano radicale e ambizioso per assassinare un grosso collaborazionista dei giapponesi, il signor Yee (Tony Leung). Ogni studente ha una parte da interpretare: Wong sarà la signora Mak, che prima conquisterà la fiducia di Yee diventando amica di sua moglie (Joan Chen), poi intreccerà una relazione con lui. Wong subirà una trasformazione profonda, esteriore e interiore, mentre il piano procede secondo quanto stabilito, finché un fatale imprevisto non la costringerà alla fuga. Shanghai, 1941. Quando ancora non si vede la fine dell’occupazione giapponese, Wong – che nel frattempo è emigrata a Hong Kong – cerca di tirare avanti. Con sua grande sorpresa, però, Kuang rientra nella sua vita: ora fa parte della resistenza organizzata, e torna ad arruolarla nel ruolo della signora Mak, in un nuovo tentativo di uccidere Yee, che – come direttore del servizio segreto collaborazionista – ha assunto un ruolo ancora più importante all’interno del governo fantoccio. Riprendendo il suo vecchio ruolo, e avvicinandosi sempre di più alla sua pericolosa preda, Wong scopre che la sua identità si sta incrinando…
     
    Ed ecco la platea:

    DSC02136 

    in attesa che tutto sia pronto.. Francesco  da il meglio di sè!

    DSC02137

    Anto dispone le cibarie..

    DSC02138

    Tutti pronti! In ordine da sx: Cota, Cami, Guido, Mela, Francesco..

    DSC02139

    ..(di nuovo Mela, Guido, Francesco) ed Anto!

    Io come al solito non sono presente perchè sono quella che fa le foto!

    Prossimamente sui divani di "casa" casteo 77:

     it

    Titolo originale: It

     Anno di uscita: 1990

     Regia: Tommy Lee Wallace

     Sceneggiatura: Lawrence D. Cohen & Tommy Lee Wallace

     Produzione: Allen S. Epstein & Jim Green

     Distribuzione: Warner Bros.

     Durata: 193 minuti

     Cast: Harry Anderson in Richard Tozier   Dennis Christopher in Eddie Kaspbrak

               Richard Masur in Stanley Uris         Annette O'Toole in Beverly Marsh

               Tim Reid in Michael Hanlon               John Ritter in Ben Hanscom

               Richard Thomas in Bill Denbrough    Tim Curry in Pennywise

     

    Alla prossima! :)

     

    ..La passione per la cucina, di qualità, ultimamente si è traformata in un piacevole momento distensivo..

    La passione per la cucina, di qualità, ultimamente si è traformata in un piacevole momento distensivo.

    Al B.P. nel weekend avere ospiti è la cosa che più ci da sollievo dalle fatiche della settimana..

    Stiamo diventando delle maghe ad inventarci un pranzo o una cena nel giro di una mezz'ora:

    -Marti che per l'arrivo di P.G., prepara gli gnocchi fatti in casa con la crema di zucca;

    -Anto che sforna torte allo yogurt alla velocità della luce (la scrsa settimana è riuscita a farne - e farcene consumare! - 3 in 4 giorni! troppo buone!)

    -Mela che pure lei se ne viene fuori con cosette deliziose a volte.. MMM.. Verdurine al forno.. MMMM... :)

    -Io che mi invento i miei pastrocchi...

    Insomma: il nostro cucinino è un piccolo ristorate.. e se passate da venezia dovete farci un salto per forza!!! :)

    (solo qualcuno è stato un pò sfortunato... ihih!)

    Beh, parlando di cucina e ricettine,  non per sminuire le chicche culinarie di MAMMA ROSA, ma ho scovato un blog molto interessante:

    http://cuochidicarta.blogspot.com/ 

    propongono piatti strabilianti nella loro semplicità (a volte).. e solo a guardare...

    vien proprio l'acquolina in bocca!!!

    Quella che segue ne è un esempio, sperimentato -fra l'altro- con successo a casa Brambilla durante le vacanze di Natale:

    Cozzacurrycrumble


    Che vado matta per i crumbles ormai si sarà capito. Sul fronte salato, questo è uno dei miei preferiti. Una ricetta molto poco mediterranea, come la zuppa verde pubblicata a suo tempo. Devo però confessarvi subito che uso cozze surgelate sgusciate. Siccome viene buono lo stesso, finché non vado a vivere più vicino al mare potete lanciare (al vento) tutti gli anatemi che volete. Se disponessi di cozze eccellenti non farei un crumble ma un impepata. Oh!

    Dosi per 2 porzioni - o 4 se lo vogliamo servire come antipasto caldo:
    - una vaschetta di cozze sgusciate surgelate da 250 g
    - un bel porro
    - vino bianco
    - olio e.v.o
    - curry
    - prezzemolo
    - sale alle erbe o brodo vegetale

    Per le briciole:
    - 40 g di farina
    - 40 g di pan grattato grossolano
    - 40 g di burro
    - mezzo cucchiaino di curry
    - sale

    Come sempre si inizia preparando le briciole, che saranno migliori se riposano un po' al fresco.
    Basta mescolare gli elementi secchi in una ciotola, mettere al centro il burro freddo tagliato a dadini e sfregare con la punta delle dita.
    Poi il porro, mondato, tagliato a fette spesse un cm, lavato e ben sgrondato, viene messo in padella su fuoco dolce con un po' d'olio evo. Deve ammorbidirsi bene senza rosolare. Quando è quasi tenero si aggiunge il curry quindi le cozze sgelate, risciacquate e sgocciolate e, alzata la fiamma, il vino bianco. Quando il vino è evaporato si spolverizza di prezzemolo tritato e si versa in una pirofila unta d'olio. Ora basterà distribuire le briciole in uno strato regolare e infornare per 25 -30 minuti in forno già caldo a 180°.
    Va lasciato intiepidire un po' prima di servirlo. Per proporlo come antipasto caldo, a mio avviso conviene usare cocottine individuali.
    A nord delle Alpi i cuochi veri accompagnano questo tipo di piatto con uno zabaglione salato.
    A noi, che un po' mediterranei siamo comunque, piace così com'è.
    Kat
     
     
    ecco..
    posso tornare a studiare quella meraviglia di trasporti urbani e metropolitani! evvai!! :)
     
    buon Sabato Santo..
     
    anna
    March 11

    11 marzo

    Eh..

    La vita universitaria a volte è proprio dura.. :)

    Già..la solita solfa! Scusate, ma è decisamente il MIO sport lamentarmi  e lagnarmi.. e chi mi sta vicino, lo sa bene! vero?! ihih! :)

    Cmq, dov'ero rimasta?! ah sì..

    Lezioni, lezioni, esercitazioni, biblioteca, nottate, lezioni, nottate..poi..lezioni..preoccupazioni, lezioni, esercitazioni,biblioteca, nottate.. etc etc..

     

    Però poi capitano giornate in cui qualcosa gira meglio, in cui, nonostante tutto, si riesce a sorridere, divertirsi (..rilassarsi a tratti - addirittura!)..

    Come oggi..

    niente di speciale in realtà..però..

    Lezione di rilievo dell'architettura guardando "jesus christ superstar",

    original 

    con finale a sorpresa da parte del professore.. perchè ci si può chiedere: "ma che cavolo di connessione ci potrà mai essere tra le due cose??", beh.. c'è, c'è..

    (Ah,colgo l'occasione per ribadire che Balistreri è proprio un brav'uomo..non finisce mai di stupirmi!ed è forse l'unico tra i tanti docenti a infonderci il SENSO e lo SPIRITO della professione che praticheremo)

    Poi pranzo in mensa..

    Che detto così non ispira un cavolo, lo so, ma per noi invece è un momento di svago in cui ci permettiamo di fare le sceme..chiacchierando..

    Marina e Sara poi sono la coppia migliore del mondo.. mi fan morire! ihih :)

    DSC01995

    Nel pomeriggio Storia..

    e detto tra noi, anche sto corso merita veramente!

    Personalmente, mi ispira una gran voglia di studiare, di approfondire.. e di viaggiare!! accidenti!!

    andrei ovunque, per "toccare con mano"..

    si sa: la potenza di certe cose la comprendi solo vivendola! e questo credo capiti anche e soprattutto con l'architettura..

    -chi ha orecchie per intendere intenda (mi spiace, ma non mi dilungo su riflessioni troppo serie, non è nelle mie corde ultimamente!).-

    e ora..

    in biblioteca!

    ancora e ancora..già!

    urbanistica, il nuovo scoglio del semestre, ci richiama ai lavori forzati -o quasi-.

    ma niente paura: il lavoro di gruppo rende tutto più gradevole.

    la torta della Anto e la compagnia poi fanno il resto!

     

    ben..

    anche stavolta non sono riuscita ad esprimere quello che volevo..

    accontentiamoci di quattro foto..

    alla fine sto blog è nato per esporre un pò della mia vita qua a venezia..

    perchè rimangano degli scatti di questi giorni, di queste esperienze..

     

    ah, domenica sarò in carcere..

    sì, finalmente han capito che sono un soggetto altamente pericoloso e mi mettono dentro! no, scherzo! :)

    è capitata l'occasione di condividere la messa delle palme con le carcerate del carcere femminile della giudecca..

    chissà..

    bah.. vedremo, anche questa sarà un'esperienza!

     

    vado..

    ho cazzeggiato abbastanza

     

    bie bie gente!

     

    :)

    February 09

    niente di intelligente

    l'influenza, i malori e tutte queste robe qui.. arrivano sempre nei momenti migliori!
    c'è da stupirsi se poi un docente che ti dice "Che cos'ha signorina Brambilla?", al quale rispondi con un "mmm, non sto molto bene in effetti..", ti ride in faccia e ribadisce lo scherno con un  "eh, si vede!" ?!?
    vabbè..
    sì, tutta sta solfa per dire che per l'enensima volta la mia salute è rimasta da qualche altra parte, ma non qui con me.
    si tira avanti.. non sto di certo per morire!
    anzi, sono molto più sana di qualcun'altro..
    parlandi di università: periodo intenso di esami.
    progettazione doveva essere liquidata il 6 e invece..
    esame rimandato per tutti al 14.
    per non contare l'incombenza di meccanica (ultimo scritto il 12) e fisica (revisione l'11 e poi chissà!)..
    la ale mi ucciderà.. povera.. che compagna di merda che s'è trovata: sempre malaticcia quest'anno..
    scusami!!!!!!!!!
    sto lavorando cmq,e lunedì riusciamo a fare revisione..
    sistemi, è andato a quelpaese..
    beh..
    per il resto..
    forse le miei preghiere sono state ascoltate e qualcosa della mia -un pochetto- incasinata vita sta trovando il suo ordine.
    ci sono ancora tantissime cose da fare, da sistemare, da riordinare , da valorizzare e da vivere soprattutto..
    non aggiungo altro..
    potrei portarmi sfiga da sola facendo qualche commento troppo positivo e speranzoso!
    ihiih
    :)
     
    bie bie
     
    ciao
     
    January 11

    che sonno

    mamma mia..
    e dire che nelle vacanze ho riposato!
    mah..
    sarò nata stanca; o, come mi capita di dire certe volte, sono nata per dormire e non per vivere.
     
    snoopy 1 
    (Voglio uno Snoopy tutto mio. La copetina ce l'ho, manca qualcuno che mi aiuti a scaldarla..)
     
    già..
    'sto blog lo sto facendo diventare una pattonata! bello superficiale, cavolo!
    ...
    mi spiace, ma non sono in vena di serietà..
    preferisco lo scambio verbale con le persone alle quali ho veramente qualcosa da dire.
    Ma questo spazietto rimane cmq interessante per buttar fuori qualcosa -tra cui le foto!-
     sì, e per raccogliere il mio flusso di coscienza.
    Quello più immediato però!
    tipo..
    sonno 1
    BUON WEEKEND