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December 30 Once _ Quante volte nella vita puoi trovare la persona giusta?Sulla strada di Dublino un busker rivendica l'amore perduto cantando canzoni a una lei fedifraga e distante, sognando il contratto discografico e una vita a Londra. Sulla stessa strada incontra una giovane immigrata ceca, instancabile lavoratrice, ragazza madre responsabile e pianista di talento. Uniti dalla passione per la musica i due sconosciuti iniziano a raccontarsi e aprirsi fino a toccarsi (nell'anima) attraverso i testi delle canzoni. Falling Slowly
When your mind's made up
Se vi capita, guradate il film. Altrimenti prendetevi dieci minuti e godetevi questi due filmati: ne vale la pena.
Domani riparto.
Buon Anno Nuovo! December 27 La casa di Tod _ Io e l'ArchitetturaCOM'E' CHE STO DIVENTANDO ARCHITETTO???La risposta va ricercata in un regalo di tanti tanti anni fa: LA CASA DI TOD.Per chi non lo conoscesse Tod è un sagace orso che indossa tute a pois.
Un giorno si alza e pensa:
" Adesso che l'estate sta finendo mi è venuta una gran voglia di avere una casa tutta mia...
sono un pò stufo di vivere un pò qua e un pò là...
vorrei avere un posto dove posso tenere tutte le mie cose, invitare gli amici, dormire...
ma come si fa ad avere una casa?
mi informerò... "
E così decide di progettare la sua casa con l'aiuto e i consigli di un bravo architetto.
"La casa deve essere fatta su misura, come un vestito, dentro bisogna starci comodi...
Poterla riconoscere da fuori...
Gli altri devono capire che razza di orso è lei, caro sognor orso... ,
proprio attraverso la casa che si è fatto!
Un edificio deve essere comodo...
Stare in piedi... (essere solido)
E poi...
Essere bello...
La sua casa lei deve prima di tutto cominciare a considerarla come un'espansione del suo corpo...
Attraverso la sua casa lei si espande in tutto il mondo!"
Bisogna scegliere il terreno adatto, il materiale strutturale e quello per il/i rivestimento/i, e tener conto delle proprie esigenze e delle abitudini.
Ma nulla è impossibile!
Passavo ore e ore impalata a fissare queste due immagini.
Mi immaginavo storie incredibili..
Mi domandavo come si potesse relizzare una casa così bella: c'era davvero tutto!
Mi ero innamorata di questo libro e delle potenzialità che nascondeva tra i suoi disegni, le sue scritte..
E oggi col senno di poi, di cosa mi accorgo pure??
L'autrice: Anna De Carlo! La figlia di uno dei "padri fondatori" dello IUAV, stimato professore, studioso e ovviamente architetto.
Prima di stasera non ci avevo mai fatto caso.
In seconda pagina infatti trovo scritto: "GRAZIE ALL'ARCHITETTO GIANCARLO DE CARLO, MIO PADRE, PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE".
Che robe!!
:)
Che fare se non sorridere???
..e un altro pezzetto della mia vita viene mostrato, condiviso..
October 29 Un luogo chiamato Casa
Casa Arundhati Subramaniam Dammi una casa Una casa leggera da indossare, Una casa come questo corpo,
Questo è invece il nostro piccolo rifugio veneziano. A un secondo dalla basilica di S.M.Gloriosa dei Frari, e vicina a tutti i punti nevralgici della città.. Il buon campo S.Stin è stato una botta di fortuna! Pian piano l'appartamento sta prendendo forma: le stanze si arredano, il salottino diventa caldo ed accogliente, mentre la cucina risulta più vissuta finalmente. Una casa nuova, in cui le stanze non sono intasate delle conversazioni di ieri, che riesce ad essere così ospitale quando decido che sono solo in visita. October 21 La mia improntaSeptember 20 ETTY HILLESUMEra da un pò che volevo pubblicare questo intervento.
Ieri sara alla cena di classe con i compagni delle superiori c'è stato modo di accennare a questo libro.
Perciò COLGO L'OCCASIONE, eccolo finalmente!
ETTY HILLESUM _ DIARIO 1941-1943
Chiedete ad un gruppo di persone scelte a caso di leggere i Diari di Etty Hillesum: probabilmente la grande maggioranza non arrivera' all'ultima pagina, una minoranza li amera' molto ed un' altra minoranza rimarra' perplessa.
Etty Hillesum è un' olandese di origini ebree che ha vissuto ad Amsterdam all'inizio degli anni '40 e che nel '43 è finita prima in un campo di prigionia olandese e poi ad Auschwitz, dove è morta. I diari di Etty Hillesum sono di lettura molto difficile perchè raccontano di due aspetti della vita che già da soli sono difficili da digerire per un lettore, figurarsi quando vengono narrati insieme. Il libro piacera' molto a chi e' in sintonia con una vita di fede che lascia molto spazio all'emotivita' e all'istinto; queste persone troveranno nei Diari un cammino forse invidiabile, anche se fatto di passaggi bruschi ed impossibili da ricostruire. Chi non concepisce la sensatezza di un percorso di fede radicale tendera' forse a legare i due piani della storia con una relazione di causa-effetto, interpretando la fede come l'unica ancora di salvezza per una donna che ha dovuto in qualche modo reagire di fronte ad una mostruosita' come l'olocausto; questa spiegazione non e' assurda ma a mio avviso semplifica la vicenda perdendone la potenziale ricchezza. Tra l'altro, l'impressione netta che si ricava dalla lettura e' che i due percorsi, quello personale di fede e quello di essere oggetto di una persecuzione sempre più aggressiva, si sviluppino in modo ragionevolmente indipendente e che sia in definitiva la dimensione interiore a determinare l'atteggiamento verso quella esteriore piuttosto che il contrario. Chi infine, il “perplesso”, non si scandalizza di fronte ad un' esperienza di fede come quella descritta ma allo stesso tempo ne è del tutto al di fuori e nutre diffidenza verso approcci al mondo molto emotivi, si troverà in mezzo al guado: da una parte non riuscirà a liquidare come assurda una vicenda che trasmette a tratti una sensazione di limpidezza e di profondità assolute, dall'altra non troverà agganci tra quel che legge e la propria esperienza. BUONA LETTURA!
UN PICCOLO ASSAGGIO: frasi, spezzoni che in questo mese mi sono risuonati dentro.
“Mercoledì mattina, 18 giugno, le nove e mezzo. Devo recuperare un’antica saggezza: chi riposa in se stesso non tiene conto del tempo; una vera maturazione non può tenere conto del tempo. La sorgente di ogni cosa ha da essere la vita stessa, mai un’altra persona. Molti, invece – soprattutto donne – attingono le proprie forze da altri: è l’uomo la loro sorgente, non la vita. Mi sembra un atteggiamento quanto mai distorto ed innaturale.” “23 agosto 1941, sabato sera. […] D’un tratto avevo avuto la sensazione di non essere sola ma in “due”: come se fossi composta di due persone e si stringessero affettuosamente e che stessero bene così, al caldo. Un forte contatto con me stessa e perciò un buon caldo dentro, un senso di autosufficienza. […]” “21 ottobre, dopo pranzo. La nascita di un’autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro. Sei sempre e da capo rimandata a te stessa. Non c’è nient’altro, il resto è finzione. Ma doverlo riconoscere, ogni volta! Soprattutto come donna. Hai pur sempre il desiderio di perderti in un altro. Ma anche questa è una favola, seppur bella. Due vite non possono combaciare. Per lo meno non per me. Può succedere in alcuni momenti: ma quei momenti giustificano una vita in comune, possono tenerla insieme? Però è un sentimento forte anche quello, talora felice. Sola, Dio mio. È dura. Perché il mondo è inospitale. Ho un cuore molto appassionato, ma mai per una persona sola: per tutte le persone. È un cuore molto ricco, io credo. Una volta pensavo sempre che lo avrei dato tutto a una persona sola: ma è impossibile. E quando, a ventisette anni, si arriva a « verità » così dure, ci si sente a volte disperati, soli e impauriti, ma anche indipendenti e orgogliosi. Sono affidata a me stessa e dovrò cavarmela da sola. L’unica norma che hai sei tu stessa, lo ripeto sempre. E l’unica responsabilità che puoi assumerti nella vita è la tua. Ma devi assumertela pienamente.” “3 luglio 1942. È vero, ci portiamo dentro proprio tutto, Dio e il cielo e l’inferno e la terra e la vita e la morte e i secoli, tanti secoli. Uno scenario, una rappresentazione mutevole delle circostanze esteriori. Ma abbiamo tutto in noi stessi e queste circostanze non possono essere mai così determinanti, perché esisteranno sempre delle circostanze – buone o cattive – che dovranno essere accettate, il che non impedisce poi che uno si dedichi a migliorare quelle cattive. Però si deve cominciare da noi stessi, ogni giorno da capo. […]”
“Le otto e mezza di mattina. […] E oggi voglio ritirarmi a riposare nel mio silenzio: nello spazio del mio silenzio interiore a cui chiedo ospitalità per un giorno intero. Forse riuscirò a riposarmi così. Corpo e mente sono molto stanchi e funzionano male, ma oggi non ho da lavorare, e credo che andrà bene. […]”
E ora: PER SAPERNE DI PIU'. _scheda rubata da un altro blog_ Nata nel 1914 in Olanda da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum muore ad Auschwitz nel novembre del 1943. Ragazza brillante, intensa, con la passione della letteratura e della filosofia, si laurea in giurisprudenza e si iscrive quindi alla facoltà di lingue slave; quando intraprende lo studio della psicologia, divampa la seconda guerra mondiale e con essa la persecuzione del popolo ebraico. Durante gli ultimi due anni della sua vita, scrive un diario personale: undici quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile, che abbracciano tutto il 1941 e il 1942, anni di guerra e di oppressione per l’Olanda, ma per Etty un periodo di crescita e, paradossalmente, di liberazione individuale. Sotto l’aspetto vivace e spontaneo, Etty è profondamente infelice: in preda a sfibranti malesseri fisici, scopre a poco a poco che questi sono in relazione con tensioni di ordine spirituale. Forse anche a seguito di carenze educative e vuoti affettivi dovuti al burrascoso matrimonio dei suoi genitori, in quel periodo Etty vive relazioni sentimentali complicate, che la lasciano “lacerata interiormente e mortalmente infelice”. Dopo tanti errori, finalmente l’incontro decisivo con uno psicologo ebreo tedesco, Spier, molti anni più anziano di lei, che si rivela ben più di un terapeuta: attraverso le contraddizioni di una relazione complessa, inizialmente anche ambigua, egli la guida in un percorso di realizzazione umana e spirituale. L’aiuta a conoscere e ad amare la Bibbia, le insegna a pregare, le fa conoscere S. Agostino ed altri autori fondamentali della tradizione cristiana: sarà per Etty un mediatore fra lei e Dio. Seguendo quindi un proprio itinerario, Etty matura una sensibilità religiosa che da’ ai suoi scritti una grande dimensione spirituale. La parola “Dio” compare anche nelle prime pagine del diario, usata però quasi inconsapevolmente, come spesso accade nel linguaggio quotidiano. A poco a poco però Etty va verso un dialogo molto più intenso con il divino, che percepisce intimo a se stessa: “Quella parte di me, la più profonda e la più ricca in cui riposo, è ciò che io chiamo Dio”. Ormai libera dagli errori del passato, si avvia sulla strada del dono di sé a Dio ed ai fratelli, nel suo caso il popolo ebraico, la cui sorte sceglie di condividere pienamente. Nel 1942, lavorando come dattilografa presso una sezione del Consiglio Ebraico, avrebbe la possibilità di aver salva la vita, invece sceglie di non sottrarsi al destino del suo popolo e nella prima grande retata ad Amsterdam si avvia al campo di sterminio con gli altri ebrei prigionieri: è infatti convinta che l’unico modo per render giustizia alla vita sia quello di non abbandonare delle persone in pericolo e di usare la propria forza interiore per portare luce nella vita altrui. I sopravvissuti del campo hanno confermato che Etty fu fino all’ultimo una persona “luminosa”. Al momento della sua partenza definitiva per il campo di sterminio Etty, che presagisce la fine, chiede ad un’amica olandese di nascondere i suoi quaderni e di farli avere ad uno scrittore di sua conoscenza, a guerra finita. I manoscritti, così difficili da decifrare a causa della grafia, passano così per anni da un editore all’altro, senza che nessuno ne intuisca l’importanza, fino a che nel 1981 giungono nelle mani dell’editore De Haan che, pubblicandoli, finalmente riporta alla luce la storia di Etty Hillesum, permettendo così ai lettori di tutto il mondo di conoscere la ricchezza di un’esperienza interiore che, anche di fronte alla sofferenza estrema, sa lodare la vita e viverla con pienezza di senso. May 06 max gazzè![]() “Il solito sesso” Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa, A teA TE A te che sei l’unica al mondo Jovanotti April 21 Per sdrammatizzareBreve, breve cronaca:
-sabato film al B.P.
purtroppo il mio umore era un pò alterato..
ma bisogna pur sdrammatizzare, no?!
bene..Ecco come mi sono simpaticamente ridicolizzata
in occasione della proiezione annunciata di IT:
...
no comment please..
:)
....
...
..
.
Ah, dimenticavo..
per chi non lo sapesse.. IT è un film sull'AMICIZIA! (Antonellina dixit)
:) April 11 ..aria di elezioni..
(Ho modificato il post.. grazie al malu il politometro si vede!! grazie caro!) Questo è il risultato del mio Politometro. Nessun candidato fa al caso mio.. però.. Devo ammettere che come risultato.. ci siamo! peccato però che la confusione, l'insoddisfazione e indecisione per queste elezioni rimanga.. Se volete divertirvi anche voi.. BUON POLITOMETRO! e tirate fuori la vostra coscienza civica.. :) March 23 buona pasquaMarch 22 eh eh ;)Non potevano mancare le foto della..
PRIMA "SERATA HOMEVIDEO AL B.P."
(..che ci auguriamo diventi una bella abitudine per passare i sabati sera!)
Il film proiettato Sabato 15 Marzo sul maxischermo ( il 15'' del mio pc!) è stato:
Regia: Ang Lee
Sceneggiatura : James Schamus, Hui-Ling Wang Attori: Joan Chen, Tony Leung Chiu Wai, Chih-ying Chu, Anupam Kher, Wei Tang, Lee-Hom Wang, Johnson Yuen Produzione: Focus Features, River Road Entertainment Paese: Cina, USA 2007 Vietato ai minori di 14 anni Trama : Shanghai, 1942. Prosegue la dura occupazione giapponese di questa città, nel corso della seconda guerra mondiale. La signora Mak, una donna ricca e sofisticata, entra in un caffé, fa una telefonata, e poi si siede ad aspettare. Ricorda… … come molti anni prima è cominciata la sua storia, nel 1938, in Cina. Non è ancora la signora Mak, ma la timida Wong Chia Chi (Tang Wei). Mentre infuria la seconda guerra mondiale, è stata lasciata sola dal padre, fuggito in Inghilterra. Al primo anno di università, incontra uno studente, Kuang Yu Min (Wang Leehom). Kuang ha messo in piedi una compagnia teatrale allo scopo di tenere alto lo spirito patriottico della gente. Nel ruolo di prima attrice della nuova compagnia, Wong capisce di aver trovato la sua strada, di essere capace di commuovere ed emozionare il pubblico – e Kuang. Il giovane convince un gruppetto di studenti a mettere in atto un piano radicale e ambizioso per assassinare un grosso collaborazionista dei giapponesi, il signor Yee (Tony Leung). Ogni studente ha una parte da interpretare: Wong sarà la signora Mak, che prima conquisterà la fiducia di Yee diventando amica di sua moglie (Joan Chen), poi intreccerà una relazione con lui. Wong subirà una trasformazione profonda, esteriore e interiore, mentre il piano procede secondo quanto stabilito, finché un fatale imprevisto non la costringerà alla fuga. Shanghai, 1941. Quando ancora non si vede la fine dell’occupazione giapponese, Wong – che nel frattempo è emigrata a Hong Kong – cerca di tirare avanti. Con sua grande sorpresa, però, Kuang rientra nella sua vita: ora fa parte della resistenza organizzata, e torna ad arruolarla nel ruolo della signora Mak, in un nuovo tentativo di uccidere Yee, che – come direttore del servizio segreto collaborazionista – ha assunto un ruolo ancora più importante all’interno del governo fantoccio. Riprendendo il suo vecchio ruolo, e avvicinandosi sempre di più alla sua pericolosa preda, Wong scopre che la sua identità si sta incrinando…
Ed ecco la platea:
in attesa che tutto sia pronto.. Francesco da il meglio di sè! Anto dispone le cibarie.. Tutti pronti! In ordine da sx: Cota, Cami, Guido, Mela, Francesco.. ..(di nuovo Mela, Guido, Francesco) ed Anto! Io come al solito non sono presente perchè sono quella che fa le foto! Prossimamente sui divani di "casa" casteo 77: Titolo originale: It
Anno di uscita: 1990
Regia: Tommy Lee Wallace
Sceneggiatura: Lawrence D. Cohen & Tommy Lee Wallace
Produzione: Allen S. Epstein & Jim Green
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 193 minuti
Cast: Harry Anderson in Richard Tozier Dennis Christopher in Eddie Kaspbrak
Richard Masur in Stanley Uris Annette O'Toole in Beverly Marsh
Tim Reid in Michael Hanlon John Ritter in Ben Hanscom
Richard Thomas in Bill Denbrough Tim Curry in Pennywise
Alla prossima! :) ..La passione per la cucina, di qualità, ultimamente si è traformata in un piacevole momento distensivo..La passione per la cucina, di qualità, ultimamente si è traformata in un piacevole momento distensivo.Al B.P. nel weekend avere ospiti è la cosa che più ci da sollievo dalle fatiche della settimana.. Stiamo diventando delle maghe ad inventarci un pranzo o una cena nel giro di una mezz'ora: -Marti che per l'arrivo di P.G., prepara gli gnocchi fatti in casa con la crema di zucca; -Anto che sforna torte allo yogurt alla velocità della luce (la scrsa settimana è riuscita a farne - e farcene consumare! - 3 in 4 giorni! troppo buone!) -Mela che pure lei se ne viene fuori con cosette deliziose a volte.. MMM.. Verdurine al forno.. MMMM... :) -Io che mi invento i miei pastrocchi... Insomma: il nostro cucinino è un piccolo ristorate.. e se passate da venezia dovete farci un salto per forza!!! :) (solo qualcuno è stato un pò sfortunato... ihih!) Beh, parlando di cucina e ricettine, non per sminuire le chicche culinarie di MAMMA ROSA, ma ho scovato un blog molto interessante: http://cuochidicarta.blogspot.com/ propongono piatti strabilianti nella loro semplicità (a volte).. e solo a guardare... vien proprio l'acquolina in bocca!!! Quella che segue ne è un esempio, sperimentato -fra l'altro- con successo a casa Brambilla durante le vacanze di Natale: Cozzacurrycrumble ![]() Che vado matta per i crumbles ormai si sarà capito. Sul fronte salato, questo è uno dei miei preferiti. Una ricetta molto poco mediterranea, come la zuppa verde pubblicata a suo tempo. Devo però confessarvi subito che uso cozze surgelate sgusciate. Siccome viene buono lo stesso, finché non vado a vivere più vicino al mare potete lanciare (al vento) tutti gli anatemi che volete. Se disponessi di cozze eccellenti non farei un crumble ma un impepata. Oh! Dosi per 2 porzioni - o 4 se lo vogliamo servire come antipasto caldo: - una vaschetta di cozze sgusciate surgelate da 250 g - un bel porro - vino bianco - olio e.v.o - curry - prezzemolo - sale alle erbe o brodo vegetale Per le briciole: - 40 g di farina - 40 g di pan grattato grossolano - 40 g di burro - mezzo cucchiaino di curry - sale Come sempre si inizia preparando le briciole, che saranno migliori se riposano un po' al fresco.Basta mescolare gli elementi secchi in una ciotola, mettere al centro il burro freddo tagliato a dadini e sfregare con la punta delle dita. Poi il porro, mondato, tagliato a fette spesse un cm, lavato e ben sgrondato, viene messo in padella su fuoco dolce con un po' d'olio evo. Deve ammorbidirsi bene senza rosolare. Quando è quasi tenero si aggiunge il curry quindi le cozze sgelate, risciacquate e sgocciolate e, alzata la fiamma, il vino bianco. Quando il vino è evaporato si spolverizza di prezzemolo tritato e si versa in una pirofila unta d'olio. Ora basterà distribuire le briciole in uno strato regolare e infornare per 25 -30 minuti in forno già caldo a 180°. Va lasciato intiepidire un po' prima di servirlo. Per proporlo come antipasto caldo, a mio avviso conviene usare cocottine individuali. A nord delle Alpi i cuochi veri accompagnano questo tipo di piatto con uno zabaglione salato. A noi, che un po' mediterranei siamo comunque, piace così com'è. Kat ecco..
posso tornare a studiare quella meraviglia di trasporti urbani e metropolitani! evvai!! :)
buon Sabato Santo..
anna March 11 11 marzoEh.. La vita universitaria a volte è proprio dura.. :) Già..la solita solfa! Scusate, ma è decisamente il MIO sport lamentarmi e lagnarmi.. e chi mi sta vicino, lo sa bene! vero?! ihih! :) Cmq, dov'ero rimasta?! ah sì.. Lezioni, lezioni, esercitazioni, biblioteca, nottate, lezioni, nottate..poi..lezioni..preoccupazioni, lezioni, esercitazioni,biblioteca, nottate.. etc etc..
Però poi capitano giornate in cui qualcosa gira meglio, in cui, nonostante tutto, si riesce a sorridere, divertirsi (..rilassarsi a tratti - addirittura!).. Come oggi.. niente di speciale in realtà..però.. Lezione di rilievo dell'architettura guardando "jesus christ superstar", con finale a sorpresa da parte del professore.. perchè ci si può chiedere: "ma che cavolo di connessione ci potrà mai essere tra le due cose??", beh.. c'è, c'è.. (Ah,colgo l'occasione per ribadire che Balistreri è proprio un brav'uomo..non finisce mai di stupirmi!ed è forse l'unico tra i tanti docenti a infonderci il SENSO e lo SPIRITO della professione che praticheremo) Poi pranzo in mensa.. Che detto così non ispira un cavolo, lo so, ma per noi invece è un momento di svago in cui ci permettiamo di fare le sceme..chiacchierando.. Marina e Sara poi sono la coppia migliore del mondo.. mi fan morire! ihih :) Nel pomeriggio Storia.. e detto tra noi, anche sto corso merita veramente! Personalmente, mi ispira una gran voglia di studiare, di approfondire.. e di viaggiare!! accidenti!! andrei ovunque, per "toccare con mano".. si sa: la potenza di certe cose la comprendi solo vivendola! e questo credo capiti anche e soprattutto con l'architettura.. -chi ha orecchie per intendere intenda (mi spiace, ma non mi dilungo su riflessioni troppo serie, non è nelle mie corde ultimamente!).- e ora.. in biblioteca! ancora e ancora..già! urbanistica, il nuovo scoglio del semestre, ci richiama ai lavori forzati -o quasi-. ma niente paura: il lavoro di gruppo rende tutto più gradevole. la torta della Anto e la compagnia poi fanno il resto!
ben.. anche stavolta non sono riuscita ad esprimere quello che volevo.. accontentiamoci di quattro foto.. alla fine sto blog è nato per esporre un pò della mia vita qua a venezia.. perchè rimangano degli scatti di questi giorni, di queste esperienze..
ah, domenica sarò in carcere.. sì, finalmente han capito che sono un soggetto altamente pericoloso e mi mettono dentro! no, scherzo! :) è capitata l'occasione di condividere la messa delle palme con le carcerate del carcere femminile della giudecca.. chissà.. bah.. vedremo, anche questa sarà un'esperienza!
vado.. ho cazzeggiato abbastanza
bie bie gente!
:) February 09 niente di intelligentel'influenza, i malori e tutte queste robe qui.. arrivano sempre nei momenti migliori!
c'è da stupirsi se poi un docente che ti dice "Che cos'ha signorina Brambilla?", al quale rispondi con un "mmm, non sto molto bene in effetti..", ti ride in faccia e ribadisce lo scherno con un "eh, si vede!" ?!?
vabbè..
sì, tutta sta solfa per dire che per l'enensima volta la mia salute è rimasta da qualche altra parte, ma non qui con me.
si tira avanti.. non sto di certo per morire!
anzi, sono molto più sana di qualcun'altro..
parlandi di università: periodo intenso di esami.
progettazione doveva essere liquidata il 6 e invece..
esame rimandato per tutti al 14.
per non contare l'incombenza di meccanica (ultimo scritto il 12) e fisica (revisione l'11 e poi chissà!)..
la ale mi ucciderà.. povera.. che compagna di merda che s'è trovata: sempre malaticcia quest'anno..
scusami!!!!!!!!!
sto lavorando cmq,e lunedì riusciamo a fare revisione..
sistemi, è andato a quelpaese..
beh..
per il resto..
forse le miei preghiere sono state ascoltate e qualcosa della mia -un pochetto- incasinata vita sta trovando il suo ordine.
ci sono ancora tantissime cose da fare, da sistemare, da riordinare , da valorizzare e da vivere soprattutto..
non aggiungo altro..
potrei portarmi sfiga da sola facendo qualche commento troppo positivo e speranzoso!
ihiih
:)
bie bie
ciao
January 11 che sonnomamma mia..
e dire che nelle vacanze ho riposato!
mah..
sarò nata stanca; o, come mi capita di dire certe volte, sono nata per dormire e non per vivere.
(Voglio uno Snoopy tutto mio. La copetina ce l'ho, manca qualcuno che mi aiuti a scaldarla..)
già..
'sto blog lo sto facendo diventare una pattonata! bello superficiale, cavolo!
...
mi spiace, ma non sono in vena di serietà..
preferisco lo scambio verbale con le persone alle quali ho veramente qualcosa da dire.
Ma questo spazietto rimane cmq interessante per buttar fuori qualcosa -tra cui le foto!-
sì, e per raccogliere il mio flusso di coscienza.
Quello più immediato però!
tipo..
BUON WEEKEND
December 28 ..2008..December 24 ..buoni propositi....sono arrivate le feste.. Tanto attese, tanto scongiurate, ma eccole.
Il calore familiare c'è, le luci e gli addobbi scintillano ovunque, e fantastici regali non mancano.
Natale in piena regola, insomma!
Però.. (Già, c'è sempre un però..) La testa, anzi, il cuore fatica a star dietro a tutto questo.
Chissà mai come andrò a finire..
..aspetto i cosiddetti " tempi migliori" .. in cui le cose magicamente si risolvono.. sì, certo..come no?!
Ma ci devo credere e..
Incomincio da me.. RI-incomincio, ancora una volta, lavorando su me stessa.. limandomi, plasmandomi, chiarendomi, rasserenandomi..
"Passa del tempo da solo e rifletti."
I tre giorni ad Assisi, per capodanno, sono capitati proprio a proposito!
Una benedizione!
Poi si vedrà. La serenità tornerà.
(tratto da una catena)
Esistono quattro cose nella vita a cui non c´è rimedio:
La pietra, dopo che è lanciata;
La parola, dopo che è proferita;
L´ occasione, dopo che è persa;
Il tempo, dopo che è passato. Buoni propositi. (e per chi sa il latino, direi:"MEMENTO SEMPER.." )
Uno.
Dai di più alle persone,
di quello che esse si aspettano,
e fallo con allegria.
Due.
Sposati con qualcuno con cui ti piaccia conversare.
Man mano che invecchierete,
la capacità di comunicare,
sarà sempre molto importante.
Tre.
- Non credere a tutto quello che ascolti;
- Non spendere tutto quello che possiedi; - Non dormire tanto quanto potresti. Quattro. Quando dici ' io ti amo', sii sincero.
Cinque.
Quando dici "mi dispiace"
gaurda negli occhi la persona a cui lo dici.
Sei.
Rimani fidanzato almeno sei mesi prima di sposarti.
Sette:
Credi nell´amore a prima vista.
Otto.
Non ridere mai dei sogni degli altri.
Chi non ha sogni, non ha molto!
Nove.
Ama profondamente e con passione.
Può darsi che ti feriranno,
ma è l´unico modo di vivere una vita completa.
Dieci.
Quando discuti , gioca pulito.
Non usare insulti.
Undici.
Non giudicare nessuno per la sua famiglia.
Dodici.
Parla lentamente, ... ma pensa veloce.
Tredici.
Quando ti fanno una domanda a cui non vuoi rispondere, sorridi e domanda: "Perchè vuoi saperlo?"
Quattordici.
Ricorda che grandi amori e grandi realizzazioni implicano grandi rischi.
Quindici.
Di "salute" quando qualcuno starnutisce.
Sedici.
Quando perdi, impara la lezione.
Diciassette.
Ricorda le tre 'R':
- Rispetto per te stesso;
- Rispetto per gli altri;
- Responsabilità per le tue azioni.
Diciotto. Non lasciare che una piccola discussione
ti faccia perdere una grande amicizia.
Diciannove.
Quando ti accorgi di aver commesso un errore,
prendi immediati provvedimenti per porvi rimedio.
Venti.
Sorridi quando rispondi al telefono.
Chi ti chiama lo percepirà dal tono della tua voce.
Ventuno.
Passa del tempo da solo e rifletti. December 13 senza parole..e poi bisogna considerare attendibili le notizie riportate dai quotidiani????? ..ditemi voi... questo è l'articolo del Gazzettino di oggi.. -c.v.d.: hanno insabbiato e falsificato già tutto... (Donaggio.. Paraculo di m****!) Tragedia sfiorata all'istituto del Buon Pastore: durante i lavori di sostituzione dell'impianto di riscaldamento, da uno scarico ha iniziato a fuoriuscire monossido. Provvidenziale l'intervento del custode È finita bene. Con nove persone visitate in ospedale, tra cui tre bambini di un anno e mezzo, e subito dopo dimesse. Ma poteva andare molto peggio agli ospiti dell'istituto Buon Pastore di San Pietro di Castello, comunità che ospita una trentina di stranieri tra studenti universitari e famiglie che hanno richiesto asilo in Italia. E dove, verso le 23 della scorsa notte, un tubo di scarico difettoso dell'impianto termico ha disperso monossido di carbonio all'interno della palazzina di tre piani che ospita l'istituto. E un bilancio delle vittime ben più drammatico è stato evitato grazie alla prontezza dell'operatore in turno a quell'ora, il trentenne Giuseppe Schiavon, che si è accorto della fuga. Mentre all'origine dell'incidente sembra ci siano proprio i lavori per l'ammodernamento della centrale termica. «Sono in corso dei lavori per installare due caldaie a condensazione al posto della caldaia attualmente presente - spiega Alberto Dosaggio, direttore delle Opere riunite Buon Pastore, che gestiscono l'istituto - per questo è stato montata una condotta di scarico piuttosto lunga che, insieme alla bassa pressione atmosferica, ha favorito il ristagno dei fumi all'interno dell'impianto». Fino a che non hanno iniziato a disperdersi nei locali dell'istituto. «Fortunatamente, insieme al monossido, che è inodore, si sono dispersi anche gas incombusti - prosegue Dosaggio - la loro puzza ha allertato l'operatore di turno, che ha dato l'allarme e iniziato ad arieggiare i locali». Gli ospiti dell'istituto sono stati fatti scendere in calle, mentre intervenivano i vigili del fuoco che hanno spento l'impianto termico e svolto i primi controlli. L'operatore della comunità ha avvertito il 118 e i sanitari intervenuti, a titolo precauzionale, hanno trasportato tre bambini nigeriani e i loro genitori, in tutto nove persone, all'Ospedale Civile. Da dove venivano dimessi poco dopo senza alcuna prescrizione. Sulle cause dell'incidente stanno indagando i vigili del fuoco. «La perdita è stata provocata dalla scarsa tenuta di una tubatura di scarico dell'impianto - spiega l'ingegner Elena Pesce, che ha coordinato sia l'intervento dei vigili come il sopralluogo svolto il giorno successivo - ma per ora non si configura alcuna ipotesi di reato». Si stanno però approfondendo le indagini sull'ipotesi di illecito relativo alla conduzione dei lavori per la messa dell'ammodernamento della centrale termica. «I lavori erano stati regolarmente autorizzati ma sono state rilevate incongruità sull'impianto - aggiunge il caporeparto dei vigili Lionello Causin - però è ancora presto per dire se ciò costituisce illecito o se si è trattato di una brutta fatalità». Nel frattempo nell'istituto le caldaie sono state spente. E la comunità, di fronte all'inverno, è costretta ad arrangiarsi come può. «Il riscaldamento viene garantito da stufette elettriche - conclude Dosaggio - certamente non è una soluzione definitiva, per cui speriamo si concludano presto gli accertamenti di polizia giudiziaria e di poter riprendere i lavori di messa a punto dell'impianto». Pierluigi Tamburrini
CRONACA DI GIORNATE D’ORDINARIA FOLLIAGiornata 1 B. P., martedì 11 dicembre 2007 , h 10:00 a.m. Mi alzo, è tardi, ma non importa; ho deciso: oggi a lezione di meccanica non ci vado.. Meroi..quell’uomo mi terrorizza. Come tutte le mattine passo a svegliare Mela per fare colazione assieme. La sua compagna di stanza, Melissa, non è ancora uscita, pure lei. Parlando mi dice “Va’ a fare un salto in sala studio.. l’odore strano di ieri è aumentato, di tanto!”. E, cavolo, era sì più forte. Stanno lavorando alle caldaie al piano terra, proprio sotto di noi, lo sappiamo; ma quell’intenso odore di gas (?) che sentiamo da un paio di giorni ci preoccupa un po’.. -Che nessuno usi l’aula studio, ragazze – diciamo tra di noi ; beh, spalanchiamo le finestre e speriamo che passi.. Arriva sera. Siamo preoccupate, l’odore persiste, forte. Che si fa? Chiamiamo uno degli ragazzi educatori dei bimbi, che viene a dare un occhio, e preoccupato quanto noi decide di contattare il direttore. Il caro signor ragioniere arriva tempestivo, ma dopo averci fatto passare per psicopatiche visionarie se ne va minimizzando il fatto e sostenendo che lui di odori non ne sentiva per niente! Perché lui si basa solo sui fatti scientifici e non sulle nostre sensazioni da condizionate..E, visto che proprio insistevamo, l’indomani avrebbe mandato un tecnico a verificare la presenza di eventuali gas o perdite. L’indomani??? Al momento non abbiamo detto niente (anche perché era evidentemente non disposto a darci ascolto) e l’abbiamo lasciato andar via.. poi.. -‘Sti cavoli! Se davvero c’è una perdita di gas rischiamo di intossicarci nel sonno!-. E il fetore stava arrivando fino alla nostra cucina.. ovvero, vicino al corridoio della zona notte.. no, non potevamo aspettare.. Grazie ad Emmanuele, il moroso veneziano di Martina, chiamiamo l’Italgas. Servizio gratuito comunale. Mandano nel giro di tre quarti d’ora una squadra a fare sopralluogo. E sono già le 22:45.. Questi non hanno dubbi: avvisare immediatamente i vigili del fuoco. Nel frattempo per aprire il locale caldaie, dove, appunto, in questi giorni stavano lavorando, anche il direttore è richiamato alla “base”.. Arriva. Incazzato?? No, di più. -Ecco, brave. Adesso sarete contenete.. andate tutte a casa! – dice a Mela e Martina. Ma come? Sapeva già che non stava facendo una cosa da farsi? E ora ci accusava di aver tirato su un casino con le autorità che avrebbero fatto chiudere o robe del genere?? ebbene, sì! Spiego meglio. Lo psicopatico, per non lasciarci durante i lavori al freddo senza riscaldamento ( che pensiero tenero e premuroso!), aveva permesso agli operai di riattaccare la caldaia.. MA senza mettere in sicurezza l’impianto!!! Mi spiego ulteriormente: a fine giornata gli operai non avendo teminato il loro intervento non son stati a reinserire il tubo di scarico dei fumi della caldaia nel camino, ma l’hanno lasciato così, lì a sfiatare nel locale. Ma io dico.. MONA! Non ci arrivi che quei cavolo di fumi avrebbero saturato l’aria della stanza e sarebbero filtrati attraverso il solaio fino ai piani di sopra?????? E poi per cosa? Per non farci rimanere una notte al freddo? Cavolo: altro che una notte ci sarei stata al freddo, se avvisata, piuttosto che morire intossicata nella notte! Ma dai! E poi,tu che sei il direttore e sai tutto, quando ti chiamiamo allarmate fai pure lo gnorri e ci dai delle pazze?! Veramente, inaudito. Niente, arrivano i vigili del fuoco, che invadono letteralmente il B.P… sono tantissimi! Una quindicina se non di più! Che scena vederli entrare: sembravano i Ghost Busters, con tutte quelle attrezzature, le torce, etc etc.. (A proposito, chicca divertente: Azuza, interdetta, all’inizio non capisce che sta succedendo; poi fa a mia sorella: - Firemen?-,-Yes-. -..Mmm.. I like their uniforms!”.. grande Azuza, ci ha fatto morire dal ridere!come sdrammatizzare nei momenti di tensione, insomma!). Questi si preoccupano subito per noi:le concentrazioni di gas combusto sono altine; il che è pericoloso:per decadimento si sarebbe trasformato col passare delle ore in monossido di carbonio, tossico ed inodore. Niente sintomi di malesseri per nessuna. Beh, il sobbuglio di controlli prosegue anche su dai bambini e dalle famiglie al nostro stesso piano, mentre noi rimaniamo tutte stipate in cucina piccola ciaccolando e ridendo.. ormai la situazione era così surreale che ci si scherzava su! Tra una cosa e l’altra però si è fatto tardi.. salutiamo i vigili e andiamo a letto. Macchè. E’ l’1:30, l’adrenalina neanche è passata, e ci vengono a ribussare. Sono di nuovo loro. Vogliono controllare i valori anche nelle singole stanze. Fuori tutte. Teresa, con l’accompagnamento volontario della Illy, è portata in ospedale: eggià nel pomeriggio era l’unica ad aver usato l’aula studio e ci era stata una buona mezz’ora ad usare internet. Perciò, per precauzione.. era meglio andasse a farsi fare il prelievo. Non sappiamo come andrà a finire. Sono le due, il riscaldamento è spento, ci infiliamo sotto le lenzuola. Buonanotte. Giornata 2 B. P., mercoledì 12 dicembre. H 9:30 a.m. La voce soave, per usare un eufemismo, della Sonia mi sveglia: - Studenteeeeeeeeeeesseeeeeeeeeeee?!!!!! C’è qualcuno sveeeeeeeeglioooooo??? Studentesse? Studentesse?- Ma Dio, devi urlare così? Vabbè.. Mi alzo, a fatica raggiungo la porta.. in contemporanea fa lo stesso mia sorella dalla sua stanza.. ci affacciamo in corridoio.. Due parole sull’accaduto con la signora e poi colazione. Via vai di gente anche stamattina: arriva pure Eder Parisi (non so se scrive così) con l’assistente cerebrolesa e pure loro chiedono,fanno le finte preoccupate.. ‘ste zocc*** ..che palle! Dopo pranzo uscendo incrocio altri vigili presi a parlare con uomini incravattati.. ok, penso, stanno già insabbiando tutta la questione.. Infatti. Poi abbiamo saputo: il direttore è ammanicato, a dir poco, in comune.. non sarà nemmeno denunciato probabilmente! Assurdo! E viva l’italia! Risultato di tutta sta storia? Abbiamo salvato la pelle. Ma.. Siamo al freddo: niente riscaldamento e niente acqua calda. – Se va bene, forse, tra due giorni riprendono i lavori alle caldaie; se va bene, se no...- han fatto sapere le segretarie. Contando che tra un paio di giorni è sabato..e il finesettimana non lavora nessuno.. siamo a cavallo! Che fico:weekend al gelo, assicurato; e forse non solo il weekend! Ma cerchiamo di essere positive, magari le previsioni danno bello, con aumento delle temperature! ..mmm.. no, neanche!!! Anzi, proprio l’opposto: abbassamento di una decina di gradi con probabili nevicate sulle coste.. fantastico! Ah, dimenticavo di aggiungere che rischiamo di rimanere pure senza viveri, soprattutto primari come pane e latte, perché i supermercati di Venezia sono senza rifornimenti da giorni per via degli scioperi degli autotrasportatori.. hahahahahahah! Fantastico.. Mi vien da ridere! Per tirarmi su di morale e ,a questo punto, per farmi una doccia calda…………. Vado in piscina a nuotare! :) Alla prossima sciagura! December 05 basta!BASTA, BASTA, BASTA, BASTA, BASTA, BASTA!!!!
..VOGLIO UN Pò DI TREGUA!
sono stanca!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
sinceramente.... non ce la faccio più!
muoio di sonno e ho la testa che non mi sta più dietro!
maledetta progettazione! maledetto Cendron!
maledetto meroi e meccanica!
maledetto Romagnoni e la sua cavolo di "C"!
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che palle.. |
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